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    Food cost della carne: come calcolare il prezzo giusto dei tuoi piatti

    Food cost della carne: come calcolare il prezzo giusto dei tuoi piatti

    Il food cost è il numero che decide se il tuo ristorante guadagna o perde sulla carne. È il rapporto tra il costo degli ingredienti e il prezzo di vendita del piatto. Un food cost troppo alto (35%+) e non guadagni abbastanza. Troppo basso (sotto il 15%) e probabilmente stai usando materia prima scadente — e il cliente se ne accorge. Il punto dolce è tra il 22 e il 30% — e con la carne di qualità puoi permetterti di stare nella fascia alta perché il prezzo di vendita sale insieme alla qualità.

    La formula base

    Food cost % = (Costo ingredienti / Prezzo di vendita) × 100

    Esempio: una tagliata che ti costa 8 € di ingredienti e vendi a 28 € ha un food cost del 28,5%. Perfetto — nella fascia ideale.

    La formula inversa — quella che usi per decidere il prezzo di vendita: Prezzo = Costo ingredienti / Food cost target. Se la tagliata ti costa 8 € e vuoi un food cost del 28%: 8 / 0,28 = 28,57 € → arrotondi a 28 o 29 €.

    Costi reali per i piatti di carne più comuni

    Tagliata di Fassona (200 g): carne 34 €/kg × 0,2 = 6,80 € + rucola 0,30 € + parmigiano 0,50 € + condimenti 0,20 € = 7,80 €. Al 28% di food cost → prezzo consigliato: 28 €.

    Costata con osso (300 g): carne 35 €/kg × 0,3 = 10,50 € + contorno 1,00 € = 11,50 €. Al 30% → prezzo: 38 €. La costata ha un food cost più alto perché include l’osso che non si mangia — ma il prezzo di vendita lo compensa.

    Hamburger gourmet: macinato 22 €/kg × 0,18 = 3,96 € + panino 0,60 € + formaggio 0,40 € + salse/insalata 0,50 € = 5,46 €. Al 25% → prezzo: 22 €.

    Battuta al coltello (100 g): fesa 30 €/kg × 0,1 = 3,00 € + condimenti 0,30 € = 3,30 €. Al 22% → prezzo: 15 €. La battuta ha il food cost più basso di tutti i piatti di carne — margine altissimo con un piatto che il cliente percepisce come premium.

    Il paradosso della qualità: carne migliore = più guadagno

    Il ragionamento istintivo è: “la carne buona costa di più → margine più basso”. È sbagliato. La carne buona costa di più e SI VENDE a prezzo più alto — e il margine in euro (non in percentuale) è spesso superiore.

    Confronto su una tagliata:

    Carne generica: costo 4,50 € → vendi a 22 € → margine lordo 17,50 € (food cost 20%)
    Fassona Barone: costo 7,80 € → vendi a 30 € → margine lordo 22,20 € (food cost 26%)

    Il food cost percentuale è più alto con la Fassona (26% vs 20%) — ma il margine in euro è più alto di 4,70 € a piatto. Su 20 tagliata a settimana: 94 € in più di margine. Su un anno: 4.888 € in più — solo sulla tagliata.

    Il motivo: il cliente accetta di pagare 30 € per una tagliata di Fassona piemontese frollata 18 giorni, ma non accetta di pagare 30 € per una tagliata generica. La qualità giustifica il prezzo — e il prezzo più alto genera più margine in valore assoluto.

    I tagli con il miglior food cost

    Battuta al coltello: food cost 18-22%. Margine altissimo — carne cruda, zero cottura, zero energia, zero scarti. Il piatto più redditizio della carta.

    Hamburger gourmet: food cost 22-25%. Il macinato costa meno dei tagli nobili ma il prezzo dell’hamburger è salito negli ultimi anni grazie al trend “burger gourmet”.

    Brasato/stufati: food cost 20-25%. I tagli da cottura lenta (cappello del prete, muscolo, guance) costano 14-20 €/kg — la metà della costata. Ma il piatto finito si vende a 18-24 € — margine eccellente.

    Bollito: food cost 18-22%. Tagli economici (scaramella, muscolo) + il brodo di cottura diventa primo piatto (tortellini in brodo). Un ingrediente, due piatti, doppio ricavo.

    Gli errori di food cost più comuni

    1. Non pesare le porzioni. La costata “a occhio” varia tra 250 e 350 g — una variazione del 40% che distrugge il food cost. Pesa ogni porzione. Sempre.

    2. Non contare gli scarti. Un filetto intero ha il 15-20% di scarto (nervi, grasso, punte). Se compri 1 kg a 45 €/kg, la carne utilizzabile è 800-850 g — il costo effettivo è 53-56 €/kg. Calcola sempre sul peso netto utilizzabile.

    3. Non aggiornare i prezzi. Il costo della carne sale — se il prezzo in carta resta uguale, il food cost sale con lui. Aggiorna i prezzi almeno ogni 3 mesi.

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