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    Tagli di carne economici ma buoni: 6 tagli che i ristoranti non vogliono che tu conosca

    Tagli di carne economici ma buoni: 6 tagli che i ristoranti non vogliono che tu conosca

    La costata costa 35 €/kg. Il filetto 45 €/kg. Ma nella stessa mezzena ci sono tagli che costano 15-22 €/kg e che, cucinati nel modo giusto, sono altrettanto buoni — a volte più saporiti. Il problema è che nessuno te li propone: il supermercato vende solo i soliti 6 tagli (filetto, costata, fettine, macinato, petto di pollo, salsicce), e il macellaio a volte non li suggerisce perché guadagna di più sui tagli nobili. Ecco i 6 tagli che dovresti chiedere.

    1. diaframma (Skirt Steak) — 16-20 €/kg

    Il diaframma è il muscolo che separa il torace dall’addome — sottile, lungo, con fibre evidenti e un sapore intensissimo. È il taglio più saporito del bovino: più della costata, più del filetto (che al confronto sembra insipido). Il motivo: il diaframma lavora continuamente (il bovino respira 24 ore al giorno), ha molta mioglobina (sapore “ferroso” pronunciato) e un grasso intermuscolare che lo rende succoso nonostante la magrezza.

    Come cuocerlo: griglia o padella rovente, 2-3 minuti per lato (non di più — è sottile e si secca velocemente). Taglia contro le fibre — obbligatorio, altrimenti è gommoso. Servilo con chimichurri o solo sale e limone. È il taglio della entraña argentina — il piatto che ogni argentino ordina prima della costata.

    Perché costa poco: in Italia è sconosciuto — finisce nel macinato o nel “quinto quarto”. Ogni bovino ha solo 1-1.5 kg di diaframma — è raro, ma nessuno lo chiede, quindi costa poco. Per ora.

    2. Coppa (Copertina di spalla / Flat Iron) — 18-22 €/kg

    La coppa (da non confondere con la coppa di maiale da salume) è un taglio dalla spalla — conosciuto nei paesi anglofoni come flat iron. È il secondo taglio più tenero del bovino dopo il filetto — con molto più sapore. La marezzatura è superiore alla maggior parte dei tagli “nobili”, il che lo rende succoso e burroso.

    Come cuocerlo: padella in ghisa, come una bistecca. 3-4 minuti per lato. La tenerezza naturale perdona 1-2 minuti di cottura in più senza diventare gommoso. Perfetto per chi vuole la “bistecca della sera” senza pagare il prezzo della costata.

    Perché costa poco: viene dalla spalla — la parte del bovino che il mercato italiano valuta meno. In America il flat iron è uno dei tagli più richiesti nelle steakhouse; in Italia la copertina di spalla va nel bollito. Chiedi al macellaio “la copertina di spalla tagliata a bistecca” — se è bravo, sa cosa fare.

    3. Scamone — 18-22 €/kg

    Lo scamone è il taglio dalla parte posteriore-superiore del bovino, tra la costata e la coscia. È magro, compatto, con fibre corte — si affetta benissimo per tagliata e roast beef. Il sapore è più intenso del filetto (più mioglobina, più lavoro muscolare) con una tenerezza che, nella Fassona piemontese, è eccellente.

    Come cuocerlo: intero alla griglia o in padella per la tagliata (4 min per lato, riposo 5 min, affetta). Oppure al forno come roast beef (160°C fino a 55°C al centro). È il taglio da tagliata per eccellenza — il 90% delle tagliata nei ristoranti usa scamone, non controfiletto (che costa il 30% in più).

    Perché costa poco: non ha il nome “nobile” della costata o del filetto. Ma la resa è altissima (pochissimo scarto) e il rapporto sapore/prezzo è il migliore della macelleria.

    4. Cappello del prete — 14-18 €/kg

    Il cappello del prete (o “fesone di spalla”) è un taglio dalla spalla con una forma irregolare — piatto e largo, con uno strato di tessuto connettivo al centro. Il tessuto connettivo spaventa chi non lo conosce, ma è esattamente ciò che rende questo taglio straordinario per le cotture lente: dopo 2-3 ore di brasatura il connettivo si trasforma in gelatina, e la carne si taglia con la forchetta.

    Come cuocerlo: brasato, stufato, spezzatino. MAI alla griglia (il connettivo resta duro con cottura rapida). Rosola, aggiungi vino e verdure, forno 150°C per 3 ore. Il risultato è la carne più morbida che mangerai — a 14-18 €/kg invece dei 35 €/kg della costata.

    Perché costa poco: richiede tempo di cottura — 3 ore, non 6 minuti. La fretta costa: i tagli che cuociono in fretta (filetto, costata, fettine) costano di più perché la domanda è alta. I tagli da cottura lenta costano meno — ma il risultato è spesso superiore.

    5. Geretto (ossobuco) — 12-16 €/kg

    Il geretto è la parte bassa della gamba — muscolo + osso con midollo. L’ossobuco alla milanese è fatto con questo taglio. Il muscolo è magro e fibroso (il bovino ci cammina sopra), ma il midollo all’interno dell’osso è il grasso più prezioso della macelleria: burroso, ricco, pieno di collagene che si scioglie in cottura e rende il fondo vellutato.

    Come cuocerlo: brasato con gremolada (prezzemolo + aglio + scorza di limone), o nel bollito misto (il midollo si scioglie nel brodo). Mai alla griglia — il muscolo della gamba è troppo fibroso per cotture rapide.

    Perché costa poco: richiede cottura lenta (2-3 ore) e non ha l’appeal visivo della bistecca. Ma a 12-16 €/kg è il miglior rapporto qualità/prezzo della macelleria — il midollo da solo vale il prezzo.

    6. Pancia (brisket) — 14-18 €/kg

    La pancia del bovino è il taglio del brisket americano — il re del BBQ low & slow. Ha strati alternati di carne e grasso che, dopo 8-12 ore di affumicatura a 110°C, si trasformano in una consistenza che si sfilaccia con le dita. Ma non serve il smoker texano — in forno a 120°C per 5-6 ore con un po’ di vino e aromi ottieni un risultato eccellente.

    Come cuocerlo: forno a 120°C per 5-6 ore, avvolto in alluminio dopo le prime 3 ore. Oppure nella pentola a pressione per 90 minuti (shortcut che funziona). Il grasso si scioglie, il connettivo diventa gelatina, la carne si sfilaccia.

    Perché costa poco: la pancia è considerata “taglio di scarto” in Italia — finisce nel bollito o nel macinato. In America è il taglio più celebrato del BBQ e costa 25-30 $/kg. In Italia puoi ancora comprarlo a 14-18 €/kg — approfittane finché dura.

    Come chiederli al macellaio

    La maggior parte di questi tagli non è esposta al banco — il macellaio li tiene nella cella e li usa per il macinato o il bollito. Per averli devi chiederli: “Ha il diaframma?”, “Mi taglia la copertina di spalla a bistecca?”, “Ha il cappello del prete per un brasato?” Un buon macellaio li ha — e apprezza il cliente che li chiede, perché vuol dire che sa cucinare.

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